Dr. Mabuse – The Gambler

Il Dottor Mabuse, è l’inquietante protagonista dell’omonimo film di Fritz Lang del 1922. Si tratta di un medico psicoanalista, nato dalla penna di Norbert Jacques, che è per Lang l’incarnazione stessa del male. Capace di impadronirsi di immense fortune condizionando la borsa con mezzi illeciti, dedito al gioco d’azzardo e alla fabbricazione di denaro falso, questo scienziato esperto nella manipolazione ipnotica delle menti riesce a condizionare, ad esempio, un avversario fino al punto di farlo stare con tre a blackjack o a fargli buttare via le carte con una mano vincente in una partita di poker.

Si tratta di un pazzo criminale che rappresenta uno dei personaggi più riusciti di Lang e che rende questa pellicola uno dei migliori film muti non americani, assieme al più noto Metropolis dello stesso Fritz Lang e alla Corazzata Potemkin di Sergei Eisenstein.

Il successo del film, e in particolare dell’oscura figura del Dottor Mabuse hanno spinto Lang e altri registi, a produrre numerosi sequel nel corso dei quarant’anni successivi, ma nessuno di questi è riuscito a riproporre le tematiche dell’originale in modo tanto efficace ed avvincente.

Singolare poi il fatto che il protagonista, sebbene in grado, tramite l’ipnosi e il magnetismo indotto, di soggiogare la mente delle persone, non riesca a far innamorare la contessa che tiene prigioniera, fallendo così nel suo obbiettivo di essere vincente nel gioco così come in amore.
Alla fine del film, il malefico dottore, dopo essere sfuggito ad una sparatoria, impazzisce del tutto, e rimane preda dei suoi stessi incubi.

Tra le pellicole più memorabili dedicate a questo personaggio oggi poco noto al grande pubblico, segnaliamo:

1. Il dottor Mabuse (Dr. Mabuse, der Spieler, 1922), di Fritz Lang con Rudolf Klein-Rogge nel ruolo del dottor Mabuse
2. Il testamento del dottor Mabuse (Das Testament des Dr. Mabuse, 1933), di Fritz Lang con Rudolf Klein-Rogge
3. Il diabolico dottor Mabuse (Die Tausend Augen des Dr. Mabuse, 1960), di Fritz Lang con Wolfgang Preiss nel ruolo del dottor Mabuse
4. F.B.I. contro dottor Mabuse (Im Stahlnetz des Dr. Mabuse, 1961), con Wolfgang Preiss
5. Gli artigli invisibili del dottor Mabuse (Die unsichtbaren Krallen des dr. Mabuse, 1961), con Wolfgang Preiss
6. Il testamento del dottor Mabuse (Das Testament des Dr. Mabuse, 1962), con Wolfgang Preiss
7. Scotland Yard contro il dottor Mabuse (Scotland Yard jagt Dr. Mabuse, 1963), con Wolfgang Preiss
8. I raggi mortali del dottor Mabuse (Die Todesstrahlen des Dr. Mabuse, 1964), con Joachim Nottke nel ruolo del dottor Mabuse
9. La vendetta del dottor Mabuse (Dr. M schlägt zu, 1972), con Jack Taylor nel ruolo del dottor Mabuse.

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LA COSA – UN REMAKE TRA PAURA E… PAURA

Lo scopo principale di un film horror è quello di generare paura in chi lo vede. Ma la paura può essere doppia, soprattutto per gli appassionati del genere, quando si vanno a rivedere sotto forma di remake dei classici intramontabili. La paura che si finisca per rovinare tutto spingendo, oggi più che mai, sugli effetti speciali a scapito della storia. John Carpenter diventa ancora una volta oggetto del saccheggio, visto che il regista olandese Matthijs van Heijningen jr. (Red Rain, 1996) ha deciso di rimettere in scena una delle pellicole più simboliche della filmografia del regista di Carthage. Stiamo parlando de La Cosa, il cui originale del 1982 già era remake (non proprio fedele) de La Cosa Da Un Altro Mondo (1951) di Howard Hawks, ispirato al racconto Who Goes There? dello scrittore John W. Campbell. In questa nuova versione verranno inseriti alcuni elementi da prequel, cosa che aggiunga qualcosa in più ad una storia più volte trattata. A raggiungere la mitica squadra scientifica norvegese impegnata in alcuni studi su un velivolo extraterrestre in Antartide sarà la dottoressa paleontologa Kate Lloyd (interpretata da Mary Elisabeth Winstead), personaggio che va a sostituire il celebre R.J. McReady i cui panni furono di Kurt Russell. Come da copione, quando un alieno prima in stato di ibernazione verrà liberato dai ghiacci, inizierà a dispensare morte agli sventurati studiosi. Sicuramente il film di Carpenter, almeno sotto alcuni aspetti, risente dell’età in cui fu realizzato, con effetti speciali tipicamente anni ’80 (seppur di buona realizzazione), elemento che senza ombra di dubbio verrà migliorato nella versione di van Heijningen. Ma cosa ne sarà dell’atmosfera claustrofobica e della tensione papabile durante la caccia al mostro? Il film uscirà su distribuzione della Universal ad ottobre.

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The Moth Diaries

The Moth DiariesNon un horror in piena regola. Una scuola privata femminile. Studentesse legate da rapporti d’amicizia più o meno stretti. Tutto sembrerebbe introdurre una pellicola leggera, forse drammatica. Ma non è così. L’ultimo film della regista canadese Mary Harron (La Scandalosa Vita Di Bettie Page, 2006; American Psycho, 2000) presentato alla 68a Mostra Del Cinema Di Venezia, The Moth Diaries è qualcosa di più di una pellicola rosa o un film drammatico. Quando meno te lo aspetti si inizia a parlare di vampiri e fantasmi. Chi sarà veramente la misteriosa nuova ragazza, Ermessa (interpretata da una inquietante Lily Cole), che sembra riuscire ad allontanare Lucy dalla sua amica del cuore Rebecca? E se fosse davvero una vampira che prosciuga il sangue e l’anima delle sue vittime senza lasciare più scampo? La pellicola basata sull’omonimo romanzo della scrittrice Rachel Klein, presenta un cast quasi completamente femminile, fatta eccezione per l’insegnante di letteratura Mr.Davies, interpretato da Scott Speedman. Un cast di giovani attrici, tra cui Sarah Bolger (The Spiderwick Chronicles, 2008) e Sarah Gadon (A Dangerous Method, 2011), presenti assieme alla regista alla prima del Lido presso il Pala Darsena. Tra citazioni letterarie, dalla vampira Carmilla al celebre Conte Dracula di Bram Stoker (i riferimenti alla sorte dell’omonima Lucy presente anche in questa pellicola sono ovvi) e atmosfere cinematografiche di riferimento, come The Others (Amenàbar, 2011), il film pur essendo interessante non riesce mai a convincere completamente, finendo in modo poco chiaro.

Vampira? Fantasma? Immaginazione della protagonista? Ad interpretazione, direbbero i colti cinematografici. Mal riuscito, i molti. Anche se sicuramente resteranno in memoria per gli amanti del genere scene come la pioggia di sangue nella biblioteca o gli inquietanti sguardi sulfurei della Cole, non ci si sente completamente appagati, alla fine di una pellicola che ha lasciato molte perplessità e pochi applausi anche in sala.

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