 Titolo originale: Lo Squartatore di New York. Produzione: Ita, 1982. Regia: Lucio Fulci. Genere: Thriller. Interpreti Principali: Jack Hedley, Antonella Interlenghi, Renato Rossini, Alexandra Delli Colli, Paolo Malco, Andrea Occhipinti, Zora Kerova. Durata: 91.
Sinossi:
New York. Un serial killer gira per le vie cittadine squartando giovani e attraenti donne. Il folle è solito contattare telefonicamente la polizia per rivendicare i suoi omicidi ed ogni volta si esprime imitando la voce di paperino. Un anziano detective (J.Hendley) e uno psichiatra (P.Malco) si mettono sulle sue tracce.
Recensione: Prodotto dal prolifico Fabrizio De Angelis per la mitica Fulvia Film, “Lo Squartatore di New York” è probabilmente uno dei più bei spaghetti thriller di sempre che condensa in sé splatter, mistero, colpi di scena, perversioni e una solida e per niente banale sceneggiatura. Nonostante questo, però, la pellicola venne e continua ad essere ampiamente sottovalutata dalla critica “altolocata”, ma per fortuna sono molti coloro che la pensano diversamente. Con un incasso di poco superiore a 400 milioni delle vecchie lire ”Lo Squartatore di New York” non è uno dei films di Fulci ad aver incassato di più al botteghino, si pensi, infatti, senza rammentare films come “L’Aldilà” o “Paura nella Città dei Morti Viventi”, che persino “Manhattan Baby” (film carino, ma tutt’altro che trascendentale) riuscì ad incassare il doppio. E’, però, con il trascorrere del tempo che questa pellicola ha conquistato un posto privilegiato nelle videoteche degli amanti del genere, tra i quali è da annoverare anche Quentin Tarantino che ha spesso lodato questo prodotto. La sceneggiatura firmata da autori del calibro di Vincenzo Mannino (“L’Anticristo”, “L’Ultimo Squalo”, “La Casa Sperduta nel Parco”), dallo stesso Lucio Fulci, ma soprattutto dal veterano Dardano Sacchetti (“Demoni”, “Apocalypse Domani”, “Shock”) e dal sempre bravo Gianfranco Clerici (sceneggiatore dell’indimenticabile “Cannibal Holocaust”) si rivela tra le migliori mai realizzate nei prodotti nostrani. Infatti, non ci si limita a mostrare una catena di omicidi e poi a “giocare” con lo spettatore spingendolo a cercare di indovinare chi è l’assassino di turno spiazzandolo ogni volta con vari colpi di scena, ma si crea un background decisamente perverso e malato in cui l’erotismo è una componente importante (come avviene nella realtà dei serial killer squartatori) e soprattutto si caratterizza piuttosto bene l’assassino che ha un movente molto verosimile. Terribile il finale che pur concludendosi con un happy-end lascia con l’amaro in bocca lo spettatore addirittura rattristendolo (cosa assai rara negli spaghetti thriller). Unico neo della sceneggiatura è costituito dal personaggio dello psichiatra che nonostante si atteggi a persona che la sa lunga si esprime con ragionamenti decisamente inqualificati (ved. ad esempio il colloquio con il detective quando parla del possibile movente dell’assassino/a). Ben caratterizzati, invece, tutta una serie di personaggi secondari ognuno dei quali decisamente deviato (e per questo sospettabile). Bella la regia con Fulci che, oltre a ricorrere ai suoi consueti primissimi piani, mostra un cinico voyeurismo mettendo in scena sadici omicidi (che io purtroppo non ho visto avendo visionato una versione “mutilata”) e ricorre ad un’autocitazione (“Una Lucertola con la Pelle di Donna”) mostrando qualcosa di importante (che non vi posso svelare) durante un delirio di una vittima che pensa di aver sognato la scena anziché averla vissuta in prima persona. Relativamente agli effetti splatter (curati da Germano Natali), che mi dicono esser presenti in abbondanza, non so cosa dire, per i motivi sopraesposti, posso solo affermare che il gore in questo caso è solo una “ciliegina” sulla torta la cui assenza non pregiudica minimamente la bontà del film, segno che la sceneggiatura è di qualità e che lo splatter non è la parte essenziale del film. Da buon spaghetti thriller si abbonda con nudi femminili (anche integrali). Non particolarmente interessanti le scenografie di Massimo Lentini, così come la colonna sonora di Francesco De Masi e la fotografia di Luigi Kuveiller. Ordinarie le interpretazioni tra i quali, oltre ai protagonisti, si segnalano volti noti di secondo piano dei “nostri amati B-Movie” come Andrea Occhipinti (“La Casa con la Scala nel Buio”), Zora Kerova (“Cannibal Ferox”, “Antropophagus”), Daniela Doria (attrice presente in molti film di Fulci e sempre destinata a tremende morti come in “Paura nella Città dei Morti Viventi” in cui vomita le proprie interiora). Non credo che esista versione DVD uncut distribuita in Italia, dovrebbe, invece, circolare un’edizione della AVO FILM di scarsa qualità e pure censurata (se sbaglio qualcuno lo faccia presente per correttezza). Si spera che la NO SHAME provveda al più presto (come già fatto per diversi film prodotti dalla FULVIA FILM) proponendo, come loro solito, la versione uncut. Si segnala comunque che in Francia è uscita un edizione, anche con la traccia italiana, in doppio DVD di cui uno pieno zeppo di contenuti extra (non si capisce perché in Italia questo tipo di operazioni non si facciano mai considerando anche che questi films sono italiani!!!!!). Inutile sottolineare che la visione è straconsigliata, così come l’acquisto. Voto Recensore: 4/5    
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