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Sette Orchidee Macchiate di Rosso PDF Stampa E-mail
Scritto da Giurista81   
martedì 07 novembre 2006

sette orchidee

 

Titolo Originale: Sette orchidee macchiate di rosso.
Produzione: Ita-Ger, 1971.
Regia: Umberto Lenzi.
Genere: Thriller.
Interpreti Principali: Antonio Sabato, Uschi Glass, Pier Paolo Capponi, Rossella Falk, Marina Malfatti, Marisa Mell.
Durata: 91 minuti.

 

Sinossi: 

Un misterioso assassino uccide una serie di donne che sono legate tra loro per aver soggiornato lo stesso giorno nello stesso albergo. Accanto alla polizia, inizia le indagini anche il marito di una vittima scampata alla follia omicida del killer. L’indizio da cui partire è una mezza luna che il serial killer lascia accanto ad ogni vittima per firmare i suoi misfatti… 

 

Recensione: 

Classico spaghetti thriller, sulla scia dei successi di Dario Argento, scritto da due specialisti del genere e cioè da Umberto Lenzi (autore che non ha certamente bisogno di presentazioni) e da Roberto Gianviti (sceneggiatore che ha firmato molte delle sceneggiature dei maggiori spaghetti thriller nostrani, si ricordano i “fulciani” “Una Lucertola con la Pelle di Donna”, “Non si Sevizia un Paperino” e “Sette Note in Nero”) che nonostante ciò ha nella sceneggiatura il suo tallone di Achille. Difatti lo script, oltre a risultare piuttosto prevedibile (nel senso che gli omicidi sono telefonati), cade spesso in superficialità intollerabili. Basti, infatti, citare la scena in cui il killer contatta telefonicamente il personaggio interpretato da Antonio Sabato mentre questo sta facendo un sopralluogo all’interno di un edificio mezzo franato (ma come faceva a sapere che il tipo era là dentro? e perché quest’ultimo non si pone neppure il problema?) in cui però è attivo un telefono!?. Vi sono poi altre grosse banalità disseminate lungo il corso della pellicola come il fatto che l’assassino si materializzi all’interno di luoghi in cui difficilmente sarebbe possibile agire con tranquillità (vedi l’omicidio nel manicomio con killer che spunta dal bagno!?) o il fatto che l’assassino si dia alla fuga con una capacità degna del miglior Diabolik (vedi l’omicidio in treno o il secondo tentativo di omicidio ai danni della moglie del protagonista). Puro trash il finale con gli autori che ricorrono ad una trovata che si rivela (non è che bisognava attendere la rappresentazione per accorgersene) tutt’altro che geniale. Al di là di questi evidenti difetti vi è però uno script che per il resto riesce a intricare bene le cose e senza creare troppa confusione. Il movente dell’assassino (che agisce per vendetta specifica come direbbero alcuni criminologi) è un po’ forzato soprattutto in rapporto al profilo dello stesso (un uomo con quella collocazione sociale che è un folle spietato? mah…), mentre il suo look è praticamente uguale a quello del killer de “L’Uccello dalle Piume di Cristallo”.
Passiamo alla regia con un Umberto Lenzi che dietro alla mdp, per alcuni versi, fa magie con largo ricorso a primi piani e ad una serie di scene riprese dalle soggettive dei vari protagonisti compresi i momenti in cui alcuni di questi vengono uccisi (vedere ad esempio l’assassinio della Malfatti con mdp che ondeggia riprendendo il soffitto mentre l’assassino la sta strangolando o anche altri omicidi dove si vede l’arma brandita dal killer attingere l’obiettivo della mdp). Notevole poi la messa in scena dei numerosi e cruenti omicidi in cui Lenzi regala scene decisamente sadiche riuscendo pure a diversificarle tra loro evitando dejà vù. Vedere per credere la scena, che trasuda un certo erotismo malato, in cui Lenzi inquadra in primo piano il “cadavere” della splendida Marina Malfatti (ancora una volta con scollature mozzafiato come in “La Notte che Evelyn Uscì dalla Tomba”) con la vernice (utilizzata dalla vittima per pitturare) che gocciola lentamente sui suoi seni messi in bella mostra (una trovata che sarà utilizzata, sia pure con elementi diversi, anche da Lucio Fulci in “Aenigma”). 

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 Sono anche da citare il truce assassinio di una vittima perforata con un trapano con mdp che riprende nel dettaglio la punta dell’utensile mentre perfora il ventre della malcapitata. Ultra credibile e piuttosto sinistra anche la scena con i tre gatti avvelenati che si rotolano a terra in un modo tale da far sembrare vera la ripresa (scena che mi ha fatto venire in mente gli animali vivisezionati in “Una Lucertola con la Pelle di donna”) . Ottimo anche l’assassinio nel cannetto con donna presa a randellate. Nonostante questi enormi pregi nella regia vi è una piccola macchia e cioè l’incapacità di Lenzi di creare un atmosfera e delle situazioni tali da far salire su punti apprezzabili il livello di tensione. Ne deriva una pellicola che regala pochi sobbalzi sulla poltrona, ma che riesce comunque a controbilanciare questo difetto grazie all’elevata vena visionaria del regista.
Le interpretazioni non sono sicuramente memorabili anche a causa della mancanza di attori protagonisti di un certo peso. Si segnalano i cammei della bionda Marina Malfatti (purtroppo poco utilizzata) e della famosa attrice Rossella Falk che gigioneggia teatralmente (cammeo per lei anche in “Non ho Sonno” di D.Argento). Come ogni buon spaghetti thriller che si rispetti non mancano scene di nudo femminile (persino la Falk), anche se non si esagera troppo, e qualche spruzzata di gore (che sicuramente si aggira su alti livelli visto l’anno di uscita dell’opera).
Non esaltante la fotografia, mentre offre un’ottima e variegata colonna sonora il sempre bravo Riz Ortolani (indimenticabile autore del main theme di “Cannibal Holocaust”). Sotto quest’ultimo aspetto è da segnalare anche un brano che scimmiotta il main theme di Ennio Morricone utilizzato in “L’Uccello dalle Piume di Cristallo”. In conclusione “Sette orchidee macchiate di rosso” è un opera che presenta varie note positive (regia, rappresentazione dei delitti, discreto livello gore e di perversione), ma che non convince pienamente per tutta una serie di scivoloni prevalentemente addebitabili ad uno script non troppo curato. Per gli amanti di spaghetti thriller la visione è consigliata. Non ho notizie su eventuali versioni DVD.

Voto Recensore: 2,5/5 votovotomezzo

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