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Titolo Originale: Session 9 Regia: Brad Anderson Interpreti: David Caruso, Peter Mullan, Brendan Sexton III. Durata: 90 min. ca Nazionalità: USA Anno: 2001 Genere: Horror-Thriller
Sinossi: Un gruppo di operai capeggiati da Gordon, marito in crisi, riceve l'appalto di restaurare (o meglio, rendere abitabile) un ex manicomio ai margini della foresta che dovrà fungere da municipio. L'atmosfera tra gli operai e' da subito tesa visto che Gordon (Peter Mullan), il capo, ha dei problemi con la famiglia ed inoltre senza questo appalto la sua azienda fallirebbe miseramente, Hank ha rubato la ragazza a Phil e il giovane Jeff non ha nessuna esperienza. E come se non bastasse Mike trova dei nastri, la registrazione delle sedute di una paziente affetta da schizofrenia. Uno ad uno i componenti del gruppo iniziano a scomparire. Chi li sta eliminando e perchè? Presto un'orribile verità verrà alla luce.
Recensione: Secondo film dell'inglese Brad Anderson, forse più famoso per "L'uomo Senza Sonno" (2004). Session 9 è un lungo è tortuoso viaggio nella follia, una progressiva discesa nell'incubo. Il film si fonda essenzialmente sul riuscitissimo parallelismo che si viene a creare fra la registrazione dei nastri di Mary, una ragazza ex paziente del manicomio affetta da schizofrenia e da personalità multipla autrice di una strage di famiglia e ciò che accade alla squadra di Gordon e soprattutto allo stesso Gordon. Mano a mano che i nastri avanzeranno conseguentemente gli eventi precipiteranno, tutto sino ad arrivare alla "Session 9" cioè l'ultima seduta della paziente dove emergerà l'inquietante "figura" di "Simon" che si rivelerà chiarificatrice. A ragion veduta "Session 9", si può senz'altro catalogare fra quelle pellicole dove l'orrore è puramente psicologico, e va ricercato in particolare nella perfezione dei dettagli e dei dialoghi, ogni parola detta costituisce un pezzo dell'intricato puzzle (attenzione alla terapia dei "ricordi repressi"), alcuni particolari sono alquanto inquietanti, a cominciare dal pauroso manicomio a forma di pipistrello ed i suoi interni, alle atrocità compiute entro le sue mura, alle voci "fuori campo", bellissime alcune scene come quella del buio che invade il lungo corridoio.    Session 9 pur non potendo contare su grandi mezzi, tutt'altro, il film è girato interamente in digitale, splatter ed effetti speciali sono praticamente inesistenti, è davvero ben realizzato. Anderson adotta uno stile piuttosto realistisco (rifacendosi a pellicole come "Blair Witch Project"), la regia non subisce cadute di tono, i colpi di scena si susseguono incessantemente, dialoghi, fotografia, montaggio e inquadrature sono ottimi e la recitazione dei protagonisti (anche questi ridotti ai minimi termini, 5 in tutto) non è da meno, superlativo Peter Mullan nei panni del "disturbato" Gordon (da notare la presenza nel cast del bravo David Caruso già protagonista di CSI). Le musiche seppur non sempre presenti sono decisamente "azzeccate" e contribuiscono a trasmettere allo spettatore un senso di irrequietezza. La pellicola lascia degli interrogativi aperti, è il manicomio o è lo spirito maligno di "Simon" che lo pervade a causare la pazzia di Gordon? O è forse il ricordo del terribile gesto che Gordon compie prima di iniziare i lavori a condurlo alla follia? Forse di aiuto alla soluzione del quesito può essere l'emblematica frase di Simon "Vivo nei deboli e negli umiliati", attenzione, perchè un Simon può annidarsi in chiunque, pronto ad uscire in qualsiasi momento. In definitiva "Session 9" è un piccolo gioiello dell'Horror-thriller psicologico e non è un'eresia accostarlo (in particolare come stile, atmosfera e tematiche trattate) a quello che fu uno dei capolavori di Kubrick cioè "Shining". Voto Recensore: 4/5    |