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Il Presagio - The Omen (1976) | Il Presagio - The Omen (1976) |
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| Scritto da Giurista81 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| lunedì 08 gennaio 2007 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Titolo Originale: The Omen.
Sinossi: Il diplomatico americano Robert Thorn (Gregory Peck) sostituisce, per non dare un dispiacere alla propria moglie (Lee Remick)e su proposta di un prete, il proprio bambino nato morto con un orfano appena nato che sarà chiamato Demian (Harvey Stephens). Con il trascorrere degli anni si renderà conto di aver a che fare con un bambino diverso da tutti gli altri, cioè con il figlio del demonio. Recensione: Pellicola cult, realizzata con un budget di poco più di 2 milioni di dollari e con riprese in tre Stati (Inghilterra, Italia e Palestina), appartenente al filone emerso dopo i successi di “Rosemary’s Baby” e “L’Esorcista”, cioè al filone che potremo definire “esorcistico”. Nonostante questo “The Omen” vive di vita propria grazie ad uno script che affronta temi diversi, anche se tra loro connessi, rispetto a quelli raccontati nei due film sopra elencati. La sceneggiatura, di David Seltzer, è tratta da un romanzo dello stesso e presenta vari spunti interessanti. Innanzitutto si rivela particolarmente indovinata l’idea di celare il male dietro la faccia birichina di un bambino, come buona è la scelta di citare vari versi dell’Apocalisse relativi all’avvento dell’Anticristo e alcune interpretazioni teologiche degli stessi versi (ad esempio l’interpretazione dell’inciso “mare eterno” come sinonimo del termine “politica”). Buona anche l’idea di fare preannunciare l’avvicinarsi della morte e delle sue modalità di esecuzione dall’obiettivo di una macchina fotografica e quella di far tappezzare al prete le mura della propria camera con pagine della Bibbia (cosa particolarmente affascinante). Splendido il beffardo finale con uno dei sorriso più diabolici della storia del cinema horror. Trovo, invece, eccessiva la scelta di marchiare Demian con il simbolo della trilogia satanica “666” (numero che simboleggia, se non ricordo male, il falso profeta, la bestia e il dragone), dico questo perché sarebbe stato molto più ambiguo, oltre che angosciante, non sapere distinguere un aderente alla “setta” da una persona “buona”. Macabra, oltre che non supportata da alcuna sacra scrittura, l’idea di far nascere il figlio del diavolo da un incrocio tra una donna e uno sciacallo. Passando alle interpretazioni non si può che applaudire gli attori specie quelli di secondo piano (compresi alcuni che si limitano a quasi ad una comparsa, vedi l’espressiva prova della prima baby sitter). Infatti, si hanno delle performances davvero notevoli. La migliore è la “satanica” bambinaia Billie Whitelaw (peccato che questa attrice non abbia avuto molto fortuna in seguito), la quale presenta uno sguardo dotato di un’espressività agghiacciante, ma notevole è anche la prova del piccolo Harvey Stephens (ingaggiato dopo aver preso a calci nei testicoli il regista). Completano l’ottimo livello delle interpretazioni il famoso Gregory Peck (attore di primissimo piano negli anni ’50, ’60 e poi lentamente decaduto), la brava Lee Remick e l’emergente David Warner (presente in altri film di genere come “L’Uomo Venuto dall’Impossibile”, “Il Seme della Follia”, “Scream 2”). Parlando di interpretazioni è da citare un aneddoto relativo alla scena dei babbuini girata all’interno dello zoo. Dovete sapere che per quella scena gli attori (Stephens e la Remick) non hanno affatto recitato, ma erano davvero terrorizzati visto che i babbuini avevano davvero aggredito la loro auto per ribellarsi al fatto che all’interno della stessa era stato messo il babbuino più anziano del gruppo. Prima di concludere non si può non rimarcare la splendida prova di Jerry Goldsmith, per l’occasione premiato con l’oscar (unico vinto nonostante le molteplici nomination ottenute nella sua lunga carriera), che ha estratto dal cilindro una colonna sonora nel complesso strepitosa (con 3, 4 pezzi di cui uno anche romantico) e un main theme (un coro gregoriano che inneggia, come si capisce dal titolo “Ave Satani”, a Satana) tra i più angoscianti di sempre. The Omen ha avuto due sequel, di livello inferiore, “La Maledizione di Demian” (Don Taylor, 1978) e “Conflitto Finale” (Graham Baker, 1981) e proprio in questi giorni (il 6.6.2006, bella trovata pubblicitaria con i tre sei) è uscito al cinema il suo Re-Make. Oltre a ciò ha ispirato un’interminabile serie di film su l’anticristo a partire dall’italianissimo “Holocaust 2000” per finire con pellicole poco esaltanti come “Lost Souls – La Profezia” o ancor peggio come “The Calling”. Ottimo e particolarmente ricco di extra (interviste al cast tecnico e aneddoti legati alla produzione, comprese le dichiarazioni relative agli incidenti che si sono verificati durante le riprese tanto da fare etichettare il film come una “pellicola maledetta”, per una durata superiore ai 60 minuti) il DVD distribuito (ad un prezzo assai economico, lo dovreste trovare sui 7.90 euro) dalla 20th Century Fox, che pur presentando solo un audio 2.0 vale abbondantemente l’acquisto. Da avere in videoteca. Voto Recensore: 4/5
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 08 gennaio 2007 ) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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