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Paura nella citta' dei morti viventi PDF Stampa E-mail
Scritto da Giurista81   
giovedì 18 gennaio 2007

Paura nella citta' dei morti viventi

 

Titolo Originale: Paura nella città dei morti viventi.
Produzione: Usa, 1980.
Regia: Lucio Fulci.
Genere: Horror.
Interpreti Principali: Katherine MacColl, Christopher George, Carlo De Mejo, Antonella Interlenghi, Janet Agren, Michele Soavi, Fabrizio Iovine, Giovanni Lombardo Radice..
Durata: 93.

 

Sinossi: 

Padre Thomas (Fabrizio Iovine), prete della cittadina di Dunwich (antica Salem), si impicca nel cimitero locale. Tale evento apre le porte dell’inferno e permette agli spiriti dei defunti, guidati proprio dal prete votatosi al male, di materializzarsi e uccidere gli uomini. Un quartetto di personaggi (K. MacColl, C. George, C. De Mejo e J.Agren), intanto, cerca di arrestare la maledizione calandosi all’interno del sepolcro in cui è sepolta la salma del prete…

Recensione:

Primo capitolo della terrificante trilogia fulciana del terrore che vede come eroina la biondissima Katherine MacColl che ritroveremo, appunto, in “E Tu Vivrai nel Terrore! L’Aldilà” e in “Quella Villa Accanto al Cimitero”. Sceneggiato da Lucio Fulci e dall’inseparabile Dardano Sacchetti (binomio che ha sfornato capolavori dell’horror nostrano come “L’Aldilà” o “Sette Note in Nero”), “Paura nella città dei morti viventi” omaggia due dei più grandi scrittori americani del “terrore”, cioè il visionario Howard Philipps Lovecraft (la città di Dunwich è uno di quei luoghi, creati dalla mente dell’autore di Providence, in cui lo scrittore ha ambientato vari racconti, tra cui “L’Orrore di Dunwich”) e il “bizzarro” Edgar Allan Poe (la scena con la MacColl rinchiusa nella bara sembra citare implicitamente il racconto “La Sepoltura Prematura”). A parte questi gustosissimi omaggi, la sceneggiatura è ampiamente sufficiente e offre il meglio di sé nell’ottima prima parte prevalentemente incentrata su temi esoterici (sedute spiritiche, libri millenari contenenti sinistre profezie). Nella seconda frazione, invece, le idee tendono ad affievolirsi ed è merito delle scenografie di Massimo Antonello Geleng (“Cannibal Holocaust”), splendide le sequenze nel sepolcro, e alla regia di Lucio Fulci se il film non perde di interesse. In questa parte finale, infatti, si assiste alla riproposizione di scene mostrate più volte (vedi l’estrazione con le mani del cervello dalla scatola cranica della vittima, vedi le identiche scene in cui De Mejo infilza la Agren e il prete, mentre la MacColl è ipnotizzata), per fortuna, però, che lo splendido finale (davvero sinistro) rialza il livello di questa frazione conclusiva. Occorre poi segnalare che, a discapito di quanto si possa pensare, gli sceneggiatori non attingono a pieni mani da G.A.Romero (al quale va solo un’implicita citazione nella scena in cui G.L.Radice mastica la carne strappata a morsi da una vittima) visto che qui gli “zombie” non sono veri e propri esseri viventi, ma sono piuttosto degli spiriti che si materializzano e poi scompaiono ricomparendo in altri posti.

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Ottima la regia di Fulci che fa un largo utilizzo dello zoom (specie riprendendo gli occhi dei protagonisti), ma soprattutto crea un atmosfera terrificante sfruttando al massimo il lavoro del direttore della fotografia Sergio Salvati (storico collaboratore di Fulci), dello scenografo e degli effetti sonori che commentano le immagini. Molte le scene memorabili tra le quali due oggetto di citazioni negli anni avvenire. Mi riferisco alla magistrale e ultra claustrofobica scena con la MacColl rinchiusa nella bara (scena che sarà omaggiata da Quentin Tarantino nel suo “Kill Bill Vol.2”) e alla scena in cui l’attrice Daniela Doria rigurgita le sue interiora (in realtà si trattava di viscere di pecora) “ipnotizzata” dallo sguardo di padre Thomas (questa scena sarà copiata, senza però scendere nello splatter, dallo sceneggiatore Paul W. Anderson per il film “Resident Evil – Apocalypse”). Naturalmente queste due scene sono solo la punta di un ice-berg di un film che presenta almeno altre 3-4 scene indimenticabili (non le indico altrimenti svelo tutto il film) in cui non si disdegna affatto di ricorrere allo splatter perfettamente rappresentato dall’ottimo make up curato da Gino De Rossi.
Particolarmente ispirati gli attori che offrono prestazioni nettamente sopra alla media. Da segnalare al riguardo i cammei di due icone dei prodotti di genere nostrani, cioè Giovanni Lombardo Radice (“La Casa Sperduta nel Parco”, “Apocalypse Domani”, “Deliria”, “Cannibal Ferox”), che come al solito interpreta un personaggio deviato (simpaticissima, al riguardo, la scena con la bambola gonfiabile), e Michele Soavi (cammei per lui in molti film come “La Casa con la Scala nel Buio”, “Demoni”, ma soprattutto regista di perle come “Deliria” e “Dellamorte Dellamore”). Non manca ovviamente la classica apparizione di Fulci, in questo caso nei panni di un medico legale.
Splendida la colonna sonora del grande Fabio Frizzi che compone due brani particolarmente belli, uno dei quali decisamente angosciante. Eccellenti gli effetti sonori.
Il DVD del film è distribuito, a prezzo non molto economico, dalla Noshame che ha il merito di aver ripulito le immagini e di aver inserito una traccia audio 5.1, ma ha il grosso demerito di non aver inserito contenuti extra all’altezza della situazione (Trailer, Backstage poco interessante, Commenti, Galleria Fotografica). In ogni caso l’acquisto è quasi d’obbligo per ogni appassionato di “spaghetti horror” dal momento che questo “Paura nella città dei morti viventi” è un’autentica pietra miliare del genere (tra l’altro Fulci lo preferiva al suo “L’Aldilà”).

Voto Recensione: 3,5/5 votovotovotomezzo

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