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L'Ombra dello Scorpione PDF Stampa E-mail
Scritto da Giurista81   
giovedì 25 gennaio 2007

L'Ombra dello Scorpione

 

Titolo Originale: The Stand.
Produzione: Usa, 1994.
Regia: Mick Garris.
Genere: Horror.
Interpreti Principali: Gary Sinise, Molly Ringwald, Jamey Sheridan, Laura San Giacomo, Ruby Dee, Miguel Ferrer, Ossie Davis, Rob Lowe.
Durata: 360 minuti.

 

Sinossi: 

Un virus sfugge da un laboratorio militare e si diffonde tra la popolazione degli interi Stati Uniti falcidiandola nel giro di pochi giorni con effetti che inizialmente sembrano propri di un comunissima influenza (raffreddore e tosse). Una piccola percentuale di individui, sparsi su tutto il continente, dimostra di essere immune alla “peste”, tutti questi individui hanno in comune il fatto di sognare due individui: la buona centenaria di colore Mamma Abigail e il diabolico Randall Flagg. I due misteriosi personaggi cercano, infatti, attraverso i sogni, di calamitare i superstiti tra le proprie fila per lo scontro finale tra i devoti di Dio e quelli di Satana.

Recensione:

Pellicola tratta da uno dei più celebri romanzi di Stephen King (“L’Ombra dello Scorpione”) destinata al circuito televisivo e divisa in 4 capitoli (la “peste”, i “sogni”, il “tradimento”, la “resa dei conti”) di 90 minuti circa ciascuno. Come si può pensare di evincere dalla lunghezza dell’opera, “L’Ombra dello Scorpione” soffre di pesanti cadute di ritmo che da una parte permettono di caratterizzare beni i vari personaggi (quasi come se si stesse leggendo un libro), ma dall’altra creano troppe pause morte dove subentra un buon tasso di noia. Il soggetto è molto affascinante e combina molto bene post atomico (per le scenografie), catastrofico (la morte di popolazioni intere), fantascientifico (virus mortale che sfugge dal controllo dei militari) e filone biblico-esorcistico (con richiami espliciti sia ai testi sacri cristiani, vedi la scena in cui “Spazzatura” vede la città nel deserto promessagli da Flagg, sia al demonio). Purtroppo il taglio televisivo danneggia totalmente l’atmosfera visto che la fotografia non è affatto all’altezza e anche le scenografie dei paesaggi, non essendo minimamente visionarie, fanno rimpiangere e non poco i nostri “post-atomici”. La sceneggiatura, come già accennato, è molto prolissa (a qualcuno potrebbe anche piacere per questo) e sicuramente si migliorerebbe il risultato finale tagliando via la metà della pellicola (vi sono, infatti, personaggi e sequenze che non sono funzionali all’obiettivo cui deve tendere il film). Focalizzato questo (presunto) difetto, il resto si rivela interessante e coinvolgente soprattutto per merito del romanzo da cui è tratta (credo piuttosto fedelmente). Ottima l’idea di King di ambientare il quartiere generale del maligno a Las Vegas (la città del peccato degli Stati Uniti) e quella di impostare la storia sulla falsa riga dei testi sacri (visioni divine, visioni audio visive diaboliche, tradimenti, seduzione del male ect)
Alla regia troviamo Mick Garris, regista (attualmente impegnato nel progetto Master of Horror) spesso impegnato con opere tratte da romanzi di King, come la versione per la tv di “Shining” o come “Riding in The Bullet – Passaggio per il Nulla”. Garris non riesce, complice anche le lungaggini della sceneggiatura, a scandire un ritmo costante e si trova spesso a disagio nelle parti lente dell’opera. Si rivela, invece, più che sufficiente, anche se si poteva fare assai meglio, nelle parti in cui l’opera pende verso il b-movie e mi riferisco, ad esempio, alle sequenze oniriche (in cui i personaggi corrono in mezzo alle piante di granturco seguiti da creature diaboliche o da famelici topi), a quelle relative al passaggio dei superstiti in mezzo a migliaia di cadaveri semi decomposti. Per quel che concerne le interpretazioni giova sottolineare che sono coinvolti nel progetto attori anche di un certo livello, come Gary Sinise (“Mission To Mars”, “Impostor”), Ruby Dee e Ossie Davis (entrambi tra i protagonisti del film di Spike Lee “Fa’ la cosa giusta”), Miguel Ferrer (“Robocop”, “Leviathan”, “The Night Flier”), che offrono performances convincenti ed altri che, invece, si rivelano piuttosto opachi come, ad esempio, Molly Rinwald (“Office Killer – L’Impiegata Modello”) o ancor peggio mediocri.
Più che sufficiente il make up, anche se non si assiste a niente di trascendentale, mentre la colonna sonora non crea molta atmosfera e annovera brani che, a mio avviso, sono inadeguati. Assenza totale del gore.
Per quel che concerne il capitolo DVD il film viene distribuito in un doppio DVD ad un prezzo non molto basso (almeno quando lo vidi io) e se non ricordo male con pochissimi extra.
Concludendo mi sento di consigliare la visione (non l’acquisto) a coloro che sono interessati a films con atmosfere apocalittiche (nel film create sapientemente dal punto di vista descrittivo e, purtroppo, meno da quello visivo) e forse anche a coloro a cui piacciano opere di genere con riferimenti ai testi sacri (che qui vengono accennati), gli altri possono astenersi.

Voto Recensore; 2,5/5 votovotomezzo

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