Horror Recensioni
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La notte che Evelyn uscì dalla tomba | La notte che Evelyn uscì dalla tomba |
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| Scritto da Giurista81 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| giovedì 25 gennaio 2007 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Titolo Originale: Die grotte dever vergessenen leichen
Sinossi: Lord Alan Cunnigham (Anthony Steffen) dopo aver ucciso la moglie per averla sorpresa con un amante comincia ad uccidere per vendetta simbolica tutte le donne che gli ricordano colei che l’ha tradito. Le donne vengono adescate nel castello dell’uomo e ivi uccise. La follia omicida si placherà solo quando Alan si sposerà per la seconda volta con una ragazza (Marina Malfatti) conosciuta in una sorta di party. Ma è l’inizio di un nuovo incubo e di una nuova serie di omicidi. Recensione:
Emilio P. Miraglia, regista ricordato soprattutto per il film “La Dama rossa uccide sette volte”, debutta alla regia con questo “La notte che Evelyn uscì dalla tomba”, film che miscela vari generi evitando, però, di dar luogo ad un calderone sconclusionato. Gli sceneggiatori riescono, infatti, a dar vita ad uno “spaghetti thriller” che si contraddistingue rispetto alle pellicole appartenenti allo stesso genere per merito di bellissime atmosfere gotiche e soprattutto grazie alla commistione di vari generi come l’horror (presenti sedute spiritiche e presunti fantasmi), l’erotico (oltre alle immancabili sequenze di nudo femminile, ci sono alcune sequenze, tutte concentrate nella prima parte, che seppure abbozzate rimandano a questo genere con il protagonista che si lascia andare a condotte piuttosto perverse) e ovviamente il thriller. La sceneggiatura non è esente da qualche buco narrativo (SPOILER: come fa la moglie del protagonista ad entrare nella tomba di Evelyn, se il marito si catapulta nella cripta prima di lei?) e presenta alcune banalità (SPOILER: ad esempio colui che organizza il piano per far impazzire il protagonista doveva essere Nostradamus per preventivare che quest’ultimo si sarebbe sposato la sua complice nel giro di poco tempo) sulle quali si può comunque passare sopra. Presenti una serie di buoni colpi di scena che vengono snocciolati verso la fine del film senza rendere la storia eccessivamente intricata, cosa che Miraglia e i suoi sceneggiatori non riusciranno a ripetere in “La Dama rossa uccide sette volte”. La regia è molto interessante (Miraglia fornisce una prova nettamente superiore a quella che fornirà nella film sopracitato) con il regista che si rivela capace di creare misteriose atmosfere e un buon livello di tensione, specie nelle scene notturne in cui i protagonisti brancolano nel buio e nella nebbia tra le cripte di famiglia con in mano una sola torcia elettrica, mentre qualcuno, del quale vengono riprese solo in primo piano le scarpe, commette vari omicidi con modalità piuttosto originali (in un caso l’assassino utilizza come arma del delitto il morso di un serpente, dopo di ché sotterra ancora viva la vittima). Molto belle le riprese volutamente sfuocate di cui Miraglia in questo film fa un discreto uso. Da ricordare anche la sequenza in cui l’assassino getta il cadavere di una donna da lui assassinata in una gabbia “infestata” da volpi con queste ultime che cominciano ad azzannare il corpo della sventurata (peccato che in questa scena non si sia spinto sul gore). Voto Recensore: 3/5
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 25 gennaio 2007 ) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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