| L'Ombra dello Scorpione |
| Scritto da Giurista81 | ||||||
| giovedì 25 gennaio 2007 | ||||||
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Titolo Originale: The Stand.
Sinossi: Un virus sfugge da un laboratorio militare e si diffonde tra la popolazione degli interi Stati Uniti falcidiandola nel giro di pochi giorni con effetti che inizialmente sembrano propri di un comunissima influenza (raffreddore e tosse). Una piccola percentuale di individui, sparsi su tutto il continente, dimostra di essere immune alla “peste”, tutti questi individui hanno in comune il fatto di sognare due individui: la buona centenaria di colore Mamma Abigail e il diabolico Randall Flagg. I due misteriosi personaggi cercano, infatti, attraverso i sogni, di calamitare i superstiti tra le proprie fila per lo scontro finale tra i devoti di Dio e quelli di Satana. Recensione: Pellicola tratta da uno dei più celebri romanzi di Stephen King (“L’Ombra dello Scorpione”) destinata al circuito televisivo e divisa in 4 capitoli (la “peste”, i “sogni”, il “tradimento”, la “resa dei conti”) di 90 minuti circa ciascuno. Come si può pensare di evincere dalla lunghezza dell’opera, “L’Ombra dello Scorpione” soffre di pesanti cadute di ritmo che da una parte permettono di caratterizzare beni i vari personaggi (quasi come se si stesse leggendo un libro), ma dall’altra creano troppe pause morte dove subentra un buon tasso di noia. Il soggetto è molto affascinante e combina molto bene post atomico (per le scenografie), catastrofico (la morte di popolazioni intere), fantascientifico (virus mortale che sfugge dal controllo dei militari) e filone biblico-esorcistico (con richiami espliciti sia ai testi sacri cristiani, vedi la scena in cui “Spazzatura” vede la città nel deserto promessagli da Flagg, sia al demonio). Purtroppo il taglio televisivo danneggia totalmente l’atmosfera visto che la fotografia non è affatto all’altezza e anche le scenografie dei paesaggi, non essendo minimamente visionarie, fanno rimpiangere e non poco i nostri “post-atomici”. La sceneggiatura, come già accennato, è molto prolissa (a qualcuno potrebbe anche piacere per questo) e sicuramente si migliorerebbe il risultato finale tagliando via la metà della pellicola (vi sono, infatti, personaggi e sequenze che non sono funzionali all’obiettivo cui deve tendere il film). Focalizzato questo (presunto) difetto, il resto si rivela interessante e coinvolgente soprattutto per merito del romanzo da cui è tratta (credo piuttosto fedelmente). Ottima l’idea di King di ambientare il quartiere generale del maligno a Las Vegas (la città del peccato degli Stati Uniti) e quella di impostare la storia sulla falsa riga dei testi sacri (visioni divine, visioni audio visive diaboliche, tradimenti, seduzione del male ect) Voto Recensore; 2,5/5
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