LA COSA – UN REMAKE TRA PAURA E… PAURA

Lo scopo principale di un film horror è quello di generare paura in chi lo vede. Ma la paura può essere doppia, soprattutto per gli appassionati del genere, quando si vanno a rivedere sotto forma di remake dei classici intramontabili. La paura che si finisca per rovinare tutto spingendo, oggi più che mai, sugli effetti speciali a scapito della storia. John Carpenter diventa ancora una volta oggetto del saccheggio, visto che il regista olandese Matthijs van Heijningen jr. (Red Rain, 1996) ha deciso di rimettere in scena una delle pellicole più simboliche della filmografia del regista di Carthage. Stiamo parlando de La Cosa, il cui originale del 1982 già era remake (non proprio fedele) de La Cosa Da Un Altro Mondo (1951) di Howard Hawks, ispirato al racconto Who Goes There? dello scrittore John W. Campbell. In questa nuova versione verranno inseriti alcuni elementi da prequel, cosa che aggiunga qualcosa in più ad una storia più volte trattata. A raggiungere la mitica squadra scientifica norvegese impegnata in alcuni studi su un velivolo extraterrestre in Antartide sarà la dottoressa paleontologa Kate Lloyd (interpretata da Mary Elisabeth Winstead), personaggio che va a sostituire il celebre R.J. McReady i cui panni furono di Kurt Russell. Come da copione, quando un alieno prima in stato di ibernazione verrà liberato dai ghiacci, inizierà a dispensare morte agli sventurati studiosi. Sicuramente il film di Carpenter, almeno sotto alcuni aspetti, risente dell’età in cui fu realizzato, con effetti speciali tipicamente anni ’80 (seppur di buona realizzazione), elemento che senza ombra di dubbio verrà migliorato nella versione di van Heijningen. Ma cosa ne sarà dell’atmosfera claustrofobica e della tensione papabile durante la caccia al mostro? Il film uscirà su distribuzione della Universal ad ottobre.

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The Moth Diaries

The Moth DiariesNon un horror in piena regola. Una scuola privata femminile. Studentesse legate da rapporti d’amicizia più o meno stretti. Tutto sembrerebbe introdurre una pellicola leggera, forse drammatica. Ma non è così. L’ultimo film della regista canadese Mary Harron (La Scandalosa Vita Di Bettie Page, 2006; American Psycho, 2000) presentato alla 68a Mostra Del Cinema Di Venezia, The Moth Diaries è qualcosa di più di una pellicola rosa o un film drammatico. Quando meno te lo aspetti si inizia a parlare di vampiri e fantasmi. Chi sarà veramente la misteriosa nuova ragazza, Ermessa (interpretata da una inquietante Lily Cole), che sembra riuscire ad allontanare Lucy dalla sua amica del cuore Rebecca? E se fosse davvero una vampira che prosciuga il sangue e l’anima delle sue vittime senza lasciare più scampo? La pellicola basata sull’omonimo romanzo della scrittrice Rachel Klein, presenta un cast quasi completamente femminile, fatta eccezione per l’insegnante di letteratura Mr.Davies, interpretato da Scott Speedman. Un cast di giovani attrici, tra cui Sarah Bolger (The Spiderwick Chronicles, 2008) e Sarah Gadon (A Dangerous Method, 2011), presenti assieme alla regista alla prima del Lido presso il Pala Darsena. Tra citazioni letterarie, dalla vampira Carmilla al celebre Conte Dracula di Bram Stoker (i riferimenti alla sorte dell’omonima Lucy presente anche in questa pellicola sono ovvi) e atmosfere cinematografiche di riferimento, come The Others (Amenàbar, 2011), il film pur essendo interessante non riesce mai a convincere completamente, finendo in modo poco chiaro.

Vampira? Fantasma? Immaginazione della protagonista? Ad interpretazione, direbbero i colti cinematografici. Mal riuscito, i molti. Anche se sicuramente resteranno in memoria per gli amanti del genere scene come la pioggia di sangue nella biblioteca o gli inquietanti sguardi sulfurei della Cole, non ci si sente completamente appagati, alla fine di una pellicola che ha lasciato molte perplessità e pochi applausi anche in sala.

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Halloween – The Beginning

In un’epoca cinematografica in cui i remake, reboot, prequel e sequel sono all’ordine del giorno, ci si trova spesso davanti a cose terribili. Ma in mezzo a tanto materiale di poco spessore, si trovano film degni di nota. Questo anche quando si va a toccare dei classici diventati icona di un genere. E’ stato questo l’obiettivo ampiamente portato a casa da Rob Zombie (La Casa Dei Mille Corpi, 2003; La Casa Del Diavolo, 2005) nel 2007 con Halloween – The Beginning, che è andato a riprendere in mano uno dei lavori di maggior spicco del riconosciuto “maestro” dell’orrore, John Carpenter, e il suo celebre Michael Myers. Il progetto del cantante e regista statunitense non fu solo l’idea di fare un remake, ma di aggiungere anche elementi per farlo diventare un prequel. Se nella seconda parte, con leggere modifiche alla storia rivediamo tutto quello che accadde nel film originale del 1979, nella prima vediamo come Michael Myers diventa l’efferato serial killer armato di coltello. Mentre nell’originale sembra tutto molto casuale (indimenticabile la soggettiva del piccolo Michael mentre uccide la sorella) e inspiegabile, Zombie dipinge una famiglia squallida e disadattata, che porta inevitabilmente a deviare la personalità del giovane Myers, già in difficoltà nei rapporti sociali. Un assassino molto più umano, meno stereotipato e ingiustificato.

La violenza di Zombie è spesso disturbante, proprio perché reale, senza nessuna patinatura da confezione adolescenziale. Nel cast ritroviamo interpreti visti nelle pellicole di Rob, come Sheri Moon-Zombie (moglie del regista), Bill Moseley, William Forsythe, Brad Dourif o il cameo di Sid Haig (l’indimenticabile Capitano Spaulding) nei panni del custode del cimitero. A vestire i panni del dr. Loomis, in questo film con un ruolo ben più sviluppato rispetto a quello carpenteriano, troviamo Malcolm McDowell, invecchiato ma sempre alla memoria come il terribile Alex di Arancia Meccanica (Kubrick, 1971). Con un seguito sempre del regista, Halloween II (2009), ma di livello decisamente più basso.

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