In un’epoca cinematografica in cui i remake, reboot, prequel e sequel sono all’ordine del giorno, ci si trova spesso davanti a cose terribili. Ma in mezzo a tanto materiale di poco spessore, si trovano film degni di nota. Questo anche quando si va a toccare dei classici diventati icona di un genere. E’ stato questo l’obiettivo ampiamente portato a casa da Rob Zombie (La Casa Dei Mille Corpi, 2003; La Casa Del Diavolo, 2005) nel 2007 con Halloween – The Beginning, che è andato a riprendere in mano uno dei lavori di maggior spicco del riconosciuto “maestro” dell’orrore, John Carpenter, e il suo celebre Michael Myers. Il progetto del cantante e regista statunitense non fu solo l’idea di fare un remake, ma di aggiungere anche elementi per farlo diventare un prequel. Se nella seconda parte, con leggere modifiche alla storia rivediamo tutto quello che accadde nel film originale del 1979, nella prima vediamo come Michael Myers diventa l’efferato serial killer armato di coltello. Mentre nell’originale sembra tutto molto casuale (indimenticabile la soggettiva del piccolo Michael mentre uccide la sorella) e inspiegabile, Zombie dipinge una famiglia squallida e disadattata, che porta inevitabilmente a deviare la personalità del giovane Myers, già in difficoltà nei rapporti sociali. Un assassino molto più umano, meno stereotipato e ingiustificato.

La violenza di Zombie è spesso disturbante, proprio perché reale, senza nessuna patinatura da confezione adolescenziale. Nel cast ritroviamo interpreti visti nelle pellicole di Rob, come Sheri Moon-Zombie (moglie del regista), Bill Moseley, William Forsythe, Brad Dourif o il cameo di Sid Haig (l’indimenticabile Capitano Spaulding) nei panni del custode del cimitero. A vestire i panni del dr. Loomis, in questo film con un ruolo ben più sviluppato rispetto a quello carpenteriano, troviamo Malcolm McDowell, invecchiato ma sempre alla memoria come il terribile Alex di Arancia Meccanica (Kubrick, 1971). Con un seguito sempre del regista, Halloween II (2009), ma di livello decisamente più basso.
Un prete giustiziere, stanco di assolvere i peccati, che attraverso condizionamenti ipnotici e un sapiente uso dei social network trasforma giovani annoiati e privi di valori in cavalieri di una personale crociata contro il male che alberga ormai nel cuore dell’uomo moderno.