Un prete giustiziere, stanco di assolvere i peccati, che attraverso condizionamenti ipnotici e un sapiente uso dei social network trasforma giovani annoiati e privi di valori in cavalieri di una personale crociata contro il male che alberga ormai nel cuore dell’uomo moderno.
Partendo da un racconto di Gordiano Lupi intitolato appunto “Il prete”, Stefano Simone nel suo ultimo film, “Unfacebook”, ci racconta questa storia, che mette assieme elementi polizieschi con scene un po’ splatter e critiche riflessioni su vari aspetti della società, in particolare il rapporto tra i giovani e la rete, nuovo modo di rapportarsi che, se usato male può però diventare estremamente rischioso sotto svariati punti di vista.
Un film nel complesso riuscito, sicuramente interessante per chi cerca dei prodotti originali e coraggiosi, personalmente l’avrei preferito se fosse stato un po’ più snello e dinamico (si legga pure breve), sacrificando magari qualche ripresa delle periferie cittadine, che comunque hanno un loro ruolo nella narrazione.


