Poker Run: quando l’Horror incontra l’azzardo

Poker Run è stato distribuito negli Stati Uniti agli inizi del 2009 riscuotendo un buon successo di pubblico e critica; la pellicola si inserisce nel filone che intreccia poker ed horror, ben conosciuto dagli appassionati del genere e che sta diventando un po’ una moda in questi ultimi anni. Poker Run “Live to Ride, Ride to Die” è un film low-budget costato circa 600.00 € che racconta la storia di due avvocati che, stanchi della monotonia delle loro vite,  decidono di partecipare alla famigerata Poker Run, una corsa a tappe nel deserto da Los Angeles a Las Vegas.

La corsa dei due protagonisti, Robert (Berthie Higgins) ed Allen (J.D Rudometkin) sulla Route 66 riserverà loro amare sorprese. Gli uomini acquisteranno infatti le Harley-Davidson da due psicopatici, Ray e Billy, interpretati da  Robert Thorne e Jay Wisell e partiranno con loro alla volta della prima tappa insieme con le rispettive mogli. Ben presto inizierà l’incubo; Ray e Billy sequestreranno le donne e costringeranno i due a commettere atroci violenze pur di liberarle.

La trama del film è abbastanza interessante, ma il punto forte della pellicola sono sicuramente le locations nel deserto; ottima la fotografia che riesce davvero a rendere spettacolari i paesaggi scelti dal regista e nel complesso buona anche la regia di  Julian Higgins che, nonostante sia ovviamente diretta ad un pubblico di giovanissimi, riesce a mixare molto abilmente lo stile splatter con alcuni contenuti più maturi. Per alcuni degli attori il film ha rappresentato un punto di svolta basti pensare a Debra Hopkins (Il Ballo Proibito) che ha vinto per la sua interpretazione il premio come “Best Supporting Actress” dell’Action on Film Award, ma anche agli stessi Robert Thorne e Jay Wisell, i “cattivi” del film che riescono a dar vita a due personaggi che nonostante qualche spunto obsoleto risultano credibili.

Il mondo del poker è spesso richiamato, con le apparizioni di Amarillo Slim, interpretato da D.C. Douglas e lungo tutto lo svolgimento della storia che sembra essere piaciuta al pubblico Statunitense. Nel complesso Higgins riesce a realizzare un buon horror-splatter, ma non aspettatevi troppa originalità, né troppa tensione, ne trovereste di più su un tavolo di poker online.

Consigliato ad un pubblico giovane o estremamente appassionato del filone “Poker-Horror”, la pellicola è stata forse sotto-distribuita ed avrebbe potuto racimolare qualche recensione in più con una distribuzione capillare, ma le rimane comunque il merito di aver riaperto l’interesse per un genere che fin’ora era stato confinato negli spazi angusti dei B-Movies.

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