La serie di horror creati appositamente per il pubblico televisivo si arricchisce di una nuova importante proposta, quella rappresentata da “The river“.
The river reinterpreta il concetto di horror televisivo fondendolo con elementi strettamente imparentati col mondo del cinema. Proprio l’immensa esperienza maturata in questo mondo da Steven Spielberg, produttore della serie, si pone come garanzia di successo e qualità.
Anche per quanto riguarda la regia, The river può contare su un pezzo da 90, come Oran Peli, il cui ciak ha prodotto l’eclatante risutato della pellicola Paranormal Activity.
The river narra la storia di una troupe che si reca nei territori limitrofi al Rio delle Amazzoni con l’intento di ritrovare Bruce Greenwood, un noto personaggio televisivo ambientalista scomparso in circostanze misteriose. La ricerca coinvolge anche la moglie ed il figlio di Bruce che si troveranno così impelagati in circostanze imprevedibili, vivendo un’atmosfera che si pone a metà tra quella dei reality e quella dei vecchi horror.
Il messaggio che si vuole trasmettere è quello dell’importanza e della solidità del concetto di famiglia che, soprattutto nelle difficoltà, tende sempre a fare nucleo e a riunirsi.
Curioso notare che il regista Oran Peli, per sua stessa ammissione, è sempre stato ostile a lavorare ad un progetto televisivo, ritenendo che il dozzinale piccolo schermo non fosse interessante. Oggi Peli ha rivalutato la sua concezione di tv, rendendosi conto di come questa garantisca molto più spazio all’iniziativa di un regista.
Ciò che differenzia The river da altri horror recenti, afferma Peli, è una caratteristica fondamentale: lo scopo di The river non è spaventare il pubblico con scene di violenza gratuita ed effetti speciali d’impatto ma poco funzionali allo svolgimento delle vicende narrate, ma puntare tutto sulla suspance, sull’attesa inquietante della risoluzione del problema.
La prima puntata è andata in onda su ABC il 7 Febbraio.



