The Woman in Black di James Watkins

Un horror gotico dove per la prima volta vediamo Daniel Radcliffe svestire i panni del maghetto della fortunata saga di Harry Potter per vestire quelli di un giovane avvocato, Arthur Kipps, che in piena epoca vittoriana sarà costretto a lasciare suo figlio di tre anni per spostarsi nella piccolissima cittadina di Crythin Gifford, un paesino quasi dimenticato, nascosto dalla nebbia e fonte di oscuri presagi.

Qui Mr Kipps dovrà sbrigare delle situazioni legali per la proprietà di una villa.

Sarà proprio questa abitazione l’inizio di un vero e proprio incubo per il protagonista che vedrà sempre più spesso, nella nebbia fitta di questa città – fantasma, una donna enigmatica vestita di nero.

Questo ed altri episodi permetteranno all’avvocato di scoprire aspetti inquietanti della vita dei cittadini di Crythin Gifford e di mettersi alla ricerca dei veri motivi che spingono questo fantasma vestito di nero ad apparire senza pace dinanzi al suo sguardo.

Un horror dal gusto british che mantiene alta l’attenzione dello spettatore per tutta la durata della pellicola ed affascina perché molto lontano dalle scelte compiute dai registi horror attuali secondo i quali più vittime e più sangue producono maggiori incassi. In questo caso, invece, la “ghost story” diretta da James Watkins richiama al sapore perduto dell’horror ricercato, fatto soprattutto di suoni sempre in linea con la scena e di ambientazioni riuscitissime.

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